Sfugge alla tragedia dell’Airbus ma no al destino!

Pubblicato: giugno 10, 2009 da snavigando in Attualità
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recupero-salmeHa mancato per pochi minuti il volo Air France che la settimana scorsa si è inabissato nell’oceano Atlantico, ma è morta in un incidente stradale. Sull’autostrada che dall’aeroporto di Monaco di Baviera porta al Brennero -come racconta il giornale Alto Adice-  una coppia di pensionati meranesi di ritorno da una vacanza in Brasile è uscita di strada con l’auto. Kurt e Johanna Ganthaler avevano viaggiato su un aereo decollato pochi minuti prima di quello caduto nell’oceano e una volta arrivati in Baviera volevano rientrare velocemente a Merano concedendosi solo una breve sosta per la cena. A Kufstein in Austria, però, l’auto è volata fuori strada e per la donna non c’è stato nulla da fare. La storia richiama alla mente quella del film “Final Destination” che ha avuto ben due sequel. Il tema di tutte e tre le pellicole è quello della morte che non risparmia chi sfugge fortuitamente a una tragedia.

Airbus,aleggia l’ombra del terrorismo. L’ombra del terrorismo islamico appare sulle operazioni di recupero di corpi e rottami del volo 447 dell’Air France sparito quasi dieci giorni fa sull’Atlantico. La polizia federale brasiliana sta esaminando i video di sicurezza dell’imbarco sull’Airbus all’aeroporto internazionale di Rio de Janeiro il 31 maggio.

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Le indagini sono rivolte a raccogliere elementi relativi ai passeggeri per il successivo riconoscimento delle salme ma anche piccoli indizi atti a far luce sulla enorme tragedia.
I principali organi d’informazione francesi,hanno dato notizia che sarebbero saliti a bordo dell’aereo,due individui che probabilmente si suppone che siano esponenti legati al terrorismo islamico.
Il sospetto attentato rimane forte,nonostante gli inquirenti lo ritengono poco improbabile. L’unica certezza sulle attuali indagini svolte è “l’anomalia dei sensori di velocità,ma sulla dinamica della tragedia aerea, rimane ancora un mistero”.
Per cercare di individuare le scatole nere dell’Airbus, sono giunti oggi dagli Stati Uniti due sofisticatissimi apparecchi subacquei in gradi di «ascoltare» i segnali sonar e acustici emessi dalle black box anche se queste si trovassero ad una profondità di seimila metri. I due «siluri d’ascolto subacqueo» prestati dalla Marina americana saranno rimorchiati dalle fregate francesi nella zona del disastro che è costato la vita a 228 persone.
Solo il ritrovamento delle scatole nere potranno svelarlo.

Via|Leggo

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